Le fave dei morti sono dei biscottini che vengono consumati tipicamente nel periodo della commemorazione dei defunti. Ne esistono di diverse tipologie, tute quante irresistibili perchè una tira l’altra. Come per tutte le ricette tradizionali, non ne esiste una in grado di prevalere sulle altre: le ricette di casa, così come quelle dalla storia antica e di uso comune, sono solite percorrere tante strade, arrivare a tante menti, a tante mani, seguendo un affascinante processo di contaminazione continua.

Ci sono quelle morbide, solitamente a base di mandorle, poi ci sono quelle “dure” o meglio descritte come croccanti: sono quelle in cui in genere prevale l’aroma di anice.

Hanno un aspetto ovoidale e schiacciato, anche se oggi difficilmente vengono formate a mano.
Ma alla pasticceria Krizia nel cuore di Bergamo questo avviene. L’impasto è a base di mandorle; esso viene porzionato a mano e manipolato al fine di formare una pallina. Essa viene messa in teglia e schiacciata leggermente con pollice, indice e medio, lasciando un segno inequivocabile alla forma del biscottino.


Dunque: morbide o dure? Sono leggermente croccanti al morso, ma regalano una morbidezza infinita una volta messe in bocca.

Da menzionare, per gli amanti della cannella, il pan dei morti ai fichi caramellati, dal suo colore scuro e dall’esplosione aromatica una volta arrivato al palato: sofficissimo e golosissimo.

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